Immergiti nell’affascinante mondo artistico di Una Gunjak attraverso il suo toccante film “Excursion”. Un’accattivante esplorazione cinematografica che sicuramente ti commuoverà e ti porterà in un viaggio nel cuore dell’umanità.
Una Gunjak, talentuosa regista scoperta durante la Settimana della Critica nel 2014 con “The Chicken”, torna da noi con un nuovo film intitolato “Excursion”. Questo lungometraggio affronta il tema complesso dell’adolescenza e della ricerca di attenzione, esplorandone il peso voci sociali e le conseguenze della pressione dei social network.
Un toccante ritratto dell’adolescenza
Al centro di “Excursion” c’è Imam, un’adolescente timida e impacciata che desidera distinguersi dal suo ambiente schivo. Interpretata con precisione da Asja Zara Lagumdzija, Imam incarna il desiderio di brillare e di farsi vedere, fino al punto di perdersi nei meandri delle proprie bugie.
Il film illustra perfettamente la lotta interiore di Imam, divisa tra il suo desiderio di libertà e il suo cervello in tumulto che la spinge a sprofondare nelle falsità. Questa toccante rappresentazione della costruzione di un mondo immaginario da parte di un adolescente, che sogna di essere diverso, è toccante e commovente.
Il contesto geopolitico serbo-croato
Una Gunjak sfrutta il contesto geopolitico serbo-croato per ancorare la sua storia, una scelta che, purtroppo, rimane piuttosto superficiale nello sviluppo della trama. Sebbene venga menzionato questo quadro specifico, esso serve solo a evidenziare i vincoli patriarcali senza esplorarli realmente in profondità.
I limiti della messa in scena
Nonostante gli spunti interessanti, “Excursion” soffre di una messa in scena a volte troppo letterale e priva di inventiva. Questa mancanza di originalità finisce per dare al film l’apparenza di film di fine studi. I temi del sesso come tabù, del falso misticismo della prima volta e del turbamento sessuale vengono affrontati in maniera abbastanza convenzionale.
Confronto con altri film
Il film di Gunjak deve confrontarsi anche con altri lavori che trattano l’adolescenza e le voci sociali. Film come “Dried Herbs” di Ceylon, “The Teachers’ Room” in Germania, o anche “No Waves” in Francia, trattano questi temi con maggiore profondità e freschezza, rendendo “Excursion” in qualche modo ridondante.
Una questione generazionale
Il peso delle voci, la pressione sociale e l’invasione dei social network sono questioni generazionali cruciali che “Excursion” affronta senza fornire loro realmente nuove prospettive. Il film pone domande che, sebbene importanti, sono state sollevate per più di 10 anni e avrebbero richiesto un approccio più sagittale e sfumato.
Punti forti e deboli
Punti forti:
- Notevole interpretazione di Asja Zara Lagumdzija nel ruolo dell’Imam.
- Ritratto toccante e sincero dell’adolescenza.
- Temi rilevanti e attuali.
Punti deboli:
- Direzione priva di originalità e innovazione.
- Contesto geopolitico sottoutilizzato.
- Ridondanza rispetto ad altri film sugli stessi temi.
In conclusione, “Excursion” di Una Gunjak offre uno sguardo toccante alle sfide dell’adolescenza, sostenuto da un’intensa performance centrale. Tuttavia, il film fatica a uscire dai sentieri battuti e propone una messa in scena a volte troppo convenzionale di fronte a questioni generazionali in continua evoluzione.










