Il regista di film horror Jeremiah Kipp, che di recente ha adattato per il grande schermo il videogioco indipendente The Mortuary Assistant, è deceduto. La sua scomparsa, annunciata dalla sua compagna e confermata dal Long Island International Film Expo, sconvolge la comunità del cinema horror indipendente, che rende omaggio al suo talento e alla sua generosità.
Il regista indipendente Jeremiah Kipp è deceduto, una notizia annunciata dalla sua compagna, Lindsay Katt, e riportata dal Long Island International Film Expo. Figura apprezzata della scena horror newyorkese, aveva recentemente firmato l’adattamento del videogioco The Mortuary Assistant. I suoi cari e i suoi collaboratori rendono oggi omaggio a un cineasta generoso, la cui influenza andava ben oltre i suoi film. La scomparsa di Jeremiah Kipp ha suscitato grande emozione nel settore del cinema di genere. Il Long Island International Film Expo ha confermato la notizia e ha reso omaggio a un uomo descritto come benevolo, sempre pronto a condividere le sue conoscenze sul cinema. Nessuna causa di morte è stata specificata nelle informazioni comunicate. L’annuncio ha rapidamente suscitato numerosi messaggi da parte di persone che avevano lavorato con il regista. Molti menzionano la sua disponibilità, la sua attenzione e la sua volontà di aiutare gli altri a realizzare i loro progetti. Per molti, era tanto un collega quanto un mentore e un amico. Un collaboratore ha raccontato in particolare che Kipp lo aveva incoraggiato, quindici anni fa, a portare sullo schermo una storia personale e difficile. Il loro lavoro insieme sul film Crestfallen aveva creato un legame duraturo. Questa testimonianza ricorda che il suo impegno non si limitava alla regia: si prendeva anche il tempo di sostenere le voci emergenti. Prima di realizzare The Mortuary Assistant, Jeremiah Kipp aveva costruito una filmografia ricca di racconti oscuri e visioni singolari. Ha lavorato su vari progetti indipendenti, dai cortometraggi ai lungometraggi, sviluppando un approccio personale all’horror. Il suo film Slapface, uscito nel 2021 sulla piattaforma Shudder, aveva già attirato l’attenzione degli amanti del genere. Attraverso queste opere, ha coltivato un universo in cui l’inquietudine psicologica si combina con immagini decisamente disturbanti. Questo percorso testimonia un cineasta che sapeva lavorare con le limitazioni del cinema indipendente senza rinunciare alla sua ambizione artistica. Uscito quest’anno, The Mortuary Assistant è il progetto più importante della sua carriera in termini di portata. Il film si ispira al videogioco horror indipendente pubblicato nel 2022, noto per la sua ambientazione di obitorio e la sua tensione crescente. L’adattamento trasporta sul grande schermo un’esperienza in cui i gesti quotidiani diventano progressivamente inquietanti. Willa Holland interpreta Rebecca, una donna che spera che il suo nuovo lavoro la aiuterà a riprendere in mano la sua vita. Le sue prime notti all’obitorio sembrano difficili, ma ordinarie, fino all’apparizione di visioni disturbanti. La situazione cambia quando il suo responsabile, Raymond, interpretato da Paul Sparks, le rivela che una presenza demoniaca sarebbe legata a uno dei cadaveri. Rebecca deve quindi compiere rituali specifici per tentare di liberarsi da questa entità. La narrazione mescola così i codici del film di possessione a un ambiente freddo, metodico e claustrofobico. Questa combinazione permette al lungometraggio di mantenere una parte dell’identità del gioco, facendosi però supportare dalla recitazione e dalla messa in scena. L’uscita del film ha anche segnato una tappa per DreadXP, editore associato a diverse produzioni horror indipendenti. La società aveva inizialmente guadagnato visibilità con le sue collezioni di giochi Dread X, prima di sviluppare progetti trasmediali. Il passaggio al cinema di questa proprietà videoludica illustra l’interesse crescente per le adattamenti di giochi indipendenti. Il risultato potrebbe non aver suscitato lo stesso livello di attenzione di alcuni altri adattamenti recenti, ma ha confermato il potenziale del progetto per il suo editore. Lo studio Dread ha salutato il contributo di Kipp alle sue produzioni, in particolare Slapface e The Mortuary Assistant. Nel suo omaggio, l’azienda ha indirizzato i suoi pensieri alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutte le persone che hanno collaborato con lui. Queste parole evidenziano il posto che occupava in una comunità professionale coesa. Oltre ai suoi film, Kipp era riconosciuto per il suo desiderio di condividere e la sua capacità di sostenere altri artisti. Le testimonianze raccolte dopo l’annuncio descrivono un uomo che trasmetteva volentieri la sua esperienza, senza cercare di trattenere per sé gli insegnamenti del suo percorso. In un ambiente in cui le produzioni indipendenti si basano spesso su team ristretti, questo tipo di supporto può contare profondamente. Il suo lascito si misura quindi anche attraverso gli incontri e le opere che ha contribuito a far esistere. Il regista aveva inoltre appena concluso le riprese di Faceless, un lungometraggio horror ispirato al folklore cambogiano, secondo le informazioni pubblicate da Deadline. Il film doveva prolungare la sua esplorazione dei miti e delle paure, con un nuovo territorio culturale come punto di partenza. La sua morte lascia ora in sospeso i prossimi sviluppi di questa produzione. L’opera rappresenta tuttavia un ultimo sguardo sulla direzione creativa che stava perseguendo. La scomparsa di Kipp avviene in un momento in cui i confini tra videogiochi e cinema diventano sempre più permeabili. DreadXP sta continuando a svilupparsi in altri formati, con progetti di adattamento riguardanti Amanda the Adventurer, in collaborazione con Blumhouse e il creatore di contenuti MatPat. Queste iniziative testimoniano un settore che cerca nuovi modi per far circolare i mondi horror. Kipp aveva partecipato a questo movimento dando una forma cinematografica a un videogioco indipendente apprezzato dagli amanti dei brividi. Per la comunità horror newyorkese, la sua assenza lascia un vuoto difficile da riassumere con una semplice lista di crediti. I suoi film, i suoi consigli e i legami che ha tessuto costituiscono diversi aspetti di un medesimo lascito. Gli omaggi sottolineano tanto la singolarità del suo sguardo quanto la generosità con cui lo metteva al servizio degli altri. Attraverso di essi, l’impronta di Jeremiah Kipp continua a delinearsi nei ricordi dei suoi cari e nel cinema che ha contribuito a plasmare.Una notizia accolta con emozione dai suoi cari
Un percorso segnato dal cinema horror indipendente
Un adattamento fedele all’atmosfera del gioco
Collaborazioni e un ultimo progetto in preparazione
Jeremiah Kipp, una voce singolare del cinema horror
La scomparsa di Jeremiah Kipp ha sconvolto la comunità del cinema horror indipendente. Annunciata dalla sua compagna, Lindsay Katt, e poi confermata dal Long Island International Film Expo, lascia dietro di sé cari, amici e collaboratori colpiti dalla sua generosità. Il festival ha reso omaggio a un uomo che condivideva volentieri i suoi consigli e le sue conoscenze sul cinema, nonché a un regista il cui lavoro ha contribuito a dare vita a racconti fantastici al di fuori delle vie battute.
La sua adattamento di The Mortuary Assistant, uscito all’inizio di quest’anno, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera. Ispirato al videogioco indipendente del 2022, il film segue Rebecca, una giovane donna che spera di riprendere in mano la sua vita grazie a un lavoro in un obitorio. Visioni inquietanti iniziano presto a incrinare la routine delle sue guardie, finché il suo superiore non le rivela che una presenza demoniaca potrebbe essersi attaccata a uno dei cadaveri. Tra rituali, tensione psicologica e atmosfera funebre, Kipp trasporta sullo schermo i meccanismi del gioco, dando loro una nuova forma.
Prima di questo lungometraggio, il cineasta aveva esplorato diversi territori dell’orrore, in particolare con Slapface, trasmesso da Shudder nel 2021. Le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto parlano anche di un mentore attento. Lo sceneggiatore e produttore di Crestfallen ha ricordato che Kipp aveva sostenuto, quindici anni fa, una storia personale dedicata al suicidio, permettendogli di portarla al cinema. Questo ricordo delinea il ritratto di un artista in grado di accogliere racconti oscuri con serietà e umanità.
Kipp aveva anche appena concluso le riprese di Faceless, un film horror ispirato al folklore cambogiano. Questo progetto, ora associato al suo ultimo capitolo professionale, prolungava il suo interesse per le paure provenienti da culture e immaginari diversi.










